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Antonella Pirrone, la politica Italiana vista da Nynäshamn


Due paesi al voto nel giro di due settimane, con due esiti tanto simili maturati in contesti opposti. In Svezia, gli Sverigedemokraterna diventano il secondo partito e saranno decisivi per la formazione del prossimo governo di centrodestra (al quale però non dovrebbero partecipare), mentre Giorgia Meloni si appresta a diventare il primo premier donna del paese.


Antonella Pirrone, classe 1960, ha vissuto con estremo interesse entrambe le campagne elettorali: quella svedese, perchè assessore uscente ai servizi sociali a Nynäshamn in una giunta di centrodestra (è iscritta ai Cristiano Democratici), e quella Italiana per le sue origini. Milanese, nella sua vita Italiana (“A 37 anni mi sono innamorata di uno svedese, mi sono trasferita e ho ricominciato da zero”) votava a sinistra, poi la folgorazione sulla via di Damasco (o, per meglio dire, di Stoccolma).


Come si fa a passare dalla sinistra italiana ai democristiani svedesi?

A prescindere delle idee, non avrei mai pensato nella mia vita di fare politica. Arrivata in Svezia ho studiato e lavoravo come infermiera, però vedevo gli errori della sinistra svedese. Poi al lavoro mi sono fatta male. Avevo 45 anni, ho avuto dei postumi per un infortunio e mi volevano mandare in pensione. Ho detto “Siete matti”, la mia reazione così è stata quella di affrontarli in ambito politico, così ora mi occupo delle persone in un altro modo. Nel mio comune durante la pandemia non è morto nessuno degli anziani nelle nostre case di riposo, eccetto quelli che venivano dirottati da altri ospedali, è venuta anche la tv di stato a chiederci come avevamo fatto.


Però ci sono appena state le elezioni da voi..

Sono stata rieletta in consiglio comunale e regionale, ma siamo ancora in trattativa per la formazione della maggioranza. Saranno anni duri, ci sarà la recessione. Qui a Nynäshamn, dove c’è il porto, sono arrivati tantissimi ucraini anche se poi se ne sono fermati pochi e lo stato ce ne ha assegnati solo una trentina, dovremo organizzare la loro integrazione, nel frattempo però abbiamo la crisi energetica dovuta ai disastri del governo negli ultimi otto anni. Dovremo affrontare la povertà dei contadini e delle aziende rurali che avranno difficoltà a pagare il diesel. Come fa chi vive lontano dalla città? Nel mio piccolo sono sempre stata molto attenta all’ambiente e l’accordo di Parigi è una cosa giusta, ma non c’è stata attenzione verso il singolo cittadino e nei confronti delle imprese.


Le persone come stanno vivendo questo momento?

La gente sta male e me ne accorgo, i problemi economici che emergeranno non saranno indifferenti. Il governo che entrerà in carica ha delle buone idee, ma saranno quattro anni molto difficili.


Anche in Italia ci sarà un nuovo governo, è preoccupata?

Giorgia Meloni non mi piace, ma non credo che arrivi a fare scelte controverse, mi sarei preoccupata più di Salvini e di Berlusconi. Perfino la Carfagna, che è un ministro che ho sempre stimato molto, ha lasciato Forza Italia...


In Svezia, però, i Democratici Svedesi, alleati con la Meloni in Europa, sosterranno il vostro governo

Non entreranno nell’esecutivo, alcuni dei punti del nostro programma sono comuni e faranno in modo di portarli avanti. Lo stesso accadrà nei comuni. Però nel 2010, quando sono entrati in parlamento, in direzione dei Cristiano Democratici dicevo “Voi vi sconvolgerete, ma è giusto che ci siano anche loro in parlamento, forse qualcuno si sveglierà”. Avevo già visto la Lega crescere per lo stesso identico motivo.


E dire che in Italia, paradossalmente, non ci sono così tanti problemi legati alla sicurezza in confronto con la Svezia

L’Italia viene vista come un punto d’ingresso per l’Europa, fra chi vuole andare in Germana o in Svezia perchè ritengono di avere possibilità migliori o hanno conoscenze. Rimane chi si trova a suo agio con gli Italiani o chi trova lavoro. Poi pensiamoci bene, non abbiamo mai avuto un attentato di matrice islamica. Perchè? Perchè nel mondo arabo sanno che l’Italia è fondamentale per chi vuole arrivare in Europa. Se mai succedesse, chiuderebbe gli ingressi e nessuno arriverebbe più in Europa, ci rimetterebbero tutti.


L’altra sera, come in Svezia nel 2010, gli oppositori di Giorgia Meloni sono scesi in piazza per difendere la legge sull’aborto.

Sono reazioni che non capisco, soprattutto quando lei stessa ha detto che non vuole toccare la legge. Nemmeno qui lo vuole fare nessuno, nè noi, nè gli Sverigedemokraterna. Anche qua iniziano tutti a preoccuparsi. Io a suo tempo in Italia ho votato il referendum sull’aborto per creare la legge, ma non sono una militante abortista. Da politica mi interessa molto la prevenzione e ovviamente aiutare le donne e fornire loro tutti gli aiuti a prendere la decisione migliore per loro e le invito a pensarci bene, poi capisco perfettamente se prendono quella decisione e non spetta a me giudicare. Prevenire è una cosa, proibire un’altra.


Non c’è stata davvero un’alternativa alla destra in Italia?

Io rimpiango i vecchi partiti, mi sono pentita di essere stata favorevole a Tangentopoli, rivorrei indietro Craxi (Sorride NDR). Non fraintendetemi non erano stinchi di santi ma erano politici veri, erano statisti. E quando si crea un vuoto di potere, vi ci arrivano le persone più allucinanti, nel nostro caso si è trattato della Lega e di Berlusconi. E poi i Cinque Stelle! E’ venuta meno la competenza, la capacità, l’educazione. I partiti avevano il compito di educare i giovani alla democrazia attraverso le proprie organizzazioni interne come quella del mio partito in Svezia, la democrazia non si può creare a tavolino. Pensiamo ai paesi arabi, dove per esportare la democrazia si è passati dai dittatori agli islamisti.


Stare all’opposizione sembra pagare. Ora al governo c’è la destra, fra cinque anni chi si prenderà i suoi voti?

Chi lo sa? Io sono scioccata, perfino una delle mie più care amiche ha sempre votato a sinistra e ora è iscritta ai 5 Stelle. Per carità, è vero che l’Italia è un grande malato e i politici non danno ascolto, ma soluzioni come il reddito di cittadinanza non vanno bene. Dovrebbe essere monitorato alla perfezione per farlo funzionare ed evitare gli abusi, ma non si può. La sinistra invece pensa solo a giocare contro: prima era unita perchè c’era dall’altra parte Berlusconi, anche se unita male e senza idee: l’unico elemento agglomerante era l’odio verso Berlusconi. Poi appena è arrivato un leader in grado di stare al governo e in Europa, parlo di Matteo Renzi, ha giocato contro di lui e lo ha fatto cadere.


In Svezia, anche se ha vinto la destra, i Socialdemocratici sono cresciuti alle elezioni e non governeranno solo per i cattivi risultati dei loro alleati. Cos’hanno fatto che il PD non è riuscito a fare in Italia?

Beh la Svezia ha una tradizione socialdemocratica che in Italia non esiste. Noi avevamo il PCI, però non era al governo nazionale, aveva dei buoni amministratori locali, però a livello nazionale vinceva la DC. In Italia non c’è questa tradizione e la convinzione degli Italiani è di poter sempre cambiare le cose, si da fiducia solo a chi sta all’opposizione. In Svezia invece sono terrorizzati dal cambiamento, perfino la destra non vuole smantellare il welfare. Stefan Lofven è una brava persona, ma non un buon politico, aveva ministri terribili, ha sbagliato le alleanze e i Socialdemocratici nel corso degli anni hanno perso sostegno fra gli operai perchè non vi si riconoscevano più. Poi è arrivata Magdalena Andersson che ha ridato vigore al suo partito, mi ricorda una versione femminile di Göran Persson e ha capito che i socialisti non vogliono sentire parlare dell’ambiente e dare retta ai Verdi, così ha portato via voti al Centro e ai Moderati, ma è arrivata tardi.


In Italia non c’è una Magdalena Andersson all’orizzonte?

No, non c’è ancora almeno io non la vedo. Magdalena è stata capace di prendere della retorica della destra e camuffarla di rosso assieme alla sua lotta contro le privatizzazioni. Il discorso di Almedalen resterà storico. A sentirla parlare sembrava quasi di destra. Nel PD Italiano, Letta è preparato, ma la sua capacità si ferma lì. Mi piace di più Renzi, ma hanno fatto di tutto per farlo cadere. Lui però è un gran condottiero, sa cadere, riesce a rialzarsi senza grossa fatica ed è riuscito a tornare in pista.


Torniamo alla Svezia, come viene percepita una politica italiana in Scandinavia?

Qui ho trascorso anni durissimi ricominciando da zero, arrivavo dall’Italia dove lavoravo nelle assicurazioni, ma qui sono stata in grado di raggiungere una posizione giocando fuori casa e senza aiuti. Devo dire che mi hanno presa bene, anche se all’inizio del mio assessorato gli avversari mi provocavano perchè sanno che ho un certo temperamento e, anche grazie ai miei assistenti, ho imparato a contenermi. A volte sembra di essere in una piece teatrale, perchè in consiglio comunale si fanno un sacco di discorsi per convincere il prossimo, ma si parte già sapendo che nessuno cambia mai idea. Poi il mio assessorato è particolarmente difficile, richiede tempo e a volte i dibattiti vanno per le lunghe, anche senza motivo; quindi, se vedono una persona che è spontanea, diretta e che taglia corto, la stimano. E credo che sia questo ciò che apprezzano di noi Italiani.

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